Summer: Romanticismo e Rivoluzione In Un Film Sul Rock

Novembre 15, 2018 2:55 pm

Applaudito al Festival di Cannes, Summer è un film romantico che riporta l’incanto di un mondo sospeso, in cui una generazione piena di ideali si affacciava al mondo cercando, forse in modo naïf, di cambiarlo. Al cinema dal 15 novembre.

 

Rock e colpi di fulmine

Leningrado, un’estate dei primi anni Ottanta. In barba alla censura della Russia Sovietica, Mike e la sua band hanno una passione sfrenata per il rock che arriva illegalmente dagli Stati Uniti. Un giorno d’estate, fra birre, chitarre e falò, Mike e sua moglie Natasha conoscono Viktor, musicista emergente. È un colpo di fulmine: Mike lo prende sotto la sua ala, mentre fra Viktor e Natasha nasce un delicato gioco di emozioni contrastanti. Kirill Serebrennikov ripercorre la storia di due band che hanno fatto la storia del rock russo, gli Zoopark e i Kino.

Note del regista: Kirill Serebrennikov

Kirill Serebrennikov ha scritto questa dichiarazione d’intenti nel 2017, prima di girare il film. «Summer è una storia rock’n’roll ambientata nella Leningrado sovietica degli anni ’80. È il triangolo amoroso di tre individui molto diversi con lo sfondo di un’Unione Sovietica molto strana, a volte esotica. Tutto questo in un ambiente molto ostile al rock’n’roll e alla cultura occidentale, ma ciò nonostante è finito per essere terreno fertile per una nuova ondata di rock russo.

La nostra storia tratta della necessaria fede per superare questo contesto sociale, e l’attitudine spensierata degli eroi nei confronti dell’oppressione ereditata. È soprattutto la storia di un amore semplice e immutato, come un’ode a queste future icone del rock, al loro modo di vivere, all’aria che respirano. È la storia dell’estate prima della Perestroika, prima della completa trasformazione di quell’ambiente in ciò che è la Russia contemporanea.

Questo è ciò che per prima cosa mi ha attirato di questa storia. La sua innocenza e purezza. La mia generazione ha un ricordo forte dell’energia della Perestroika, quel momento storico immediatamente successivo agli eventi raccontati nel film. Ma in realtà noi non sappiamo nulla della generazione precedente alla nostra e della sua propensione naturale alla ribellione, il suo fuoco interiore. La Perestroika ha completamente cancellato questa generazione, trasformandoli in spazzini e addetti alle pulizie, e presto non ci sarà nulla di loro.

Siamo nei primi anni ’80, in un glorioso bianco e nero, l’unico modo per raccontare la storia di questa generazione, dal momento che la nozione di colore è apparsa solo più tardi nell’immaginario collettivo russo. È un momento violento e alternativo in cui tutti sono ancora molto vivi: Mike Naumenko e Viktor Tsoï (come lo ha soprannominato la stampa sovietica, dopo la sua tragica morte nel 1990 “l’ultimo eroe del rock”). Qualunque cosa sappiamo sia accaduta dopo gli eventi del film è il futuro dei nostri personaggi. Nel film sono ancora intatti, innocenti. Abbiamo preso in prestito una macchina del tempo e abbiamo fatto una breve sosta. In quel breve momento i nostri eroi fanno ciò che amano di più. Fanno musica. Sospesi nel tempo e nello spazio, in stato di grazia.

 

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